Avviene spesso che Malvino c’inviti all’acquisto di libri. L’ultimo in ordine temporale è contenuto in questo post. Siccome mi fido del suo gusto, assecondo, sempre, i suoi inviti. Quasi mai mi son pentito di averlo fatto. Leggete e ditemi se non è vero:
BORGHESE Da bambino invece, quale fu il suo primo contatto con Dio? I bambini sono spesso salvaguardati dai drammi della vita. I genitori e i nonni fanno di tutto per far vedere ai piccoli un mondo pieno d'amore. Lei come ha conosciuto Dio?
CAFFARRA Avevo quattro o cinque anni quando ho fatto la prima comunione. Continuavo a dire a mia madre: «Voglio fare la comunione». Mia madre, che era cresciuta in un contesto educativo di cristianesimo rigido e rigoroso, mi diceva che ero troppo piccolo, non potevo capire, dovevo andare prima al catechismo. Io rispondevo: «Non è vero che non capisco, io so che quello non è pane, ma Gesù stesso».
BORGHESE Era indubbiamente un bambino con delle forti e chiare intuizioni.
CAFFARRA Sì, l'intuizione era chiarissima. Così, una domenica, a Messa, la mamma ricevette l'Eucaristia e tornò al banco, si mise in ginocchio con la testa tra le mani e rimase per qualche minuto in meditazione. Certo che non si occupasse di me, mi infilai velocemente tra le persone e riuscii a fare la comunione. Ritornato al mio posto, la mamma se ne accorse e mi disse preoccupata: «Che cosa hai fatto! Tu adesso devi andarti a confessare». Mi portò in sacrestia dal parroco e raccontò il fatto. Il prete, rivolgendosi a mia madre e chiamandola per nome, disse: «Maria, fra tutte le comunioni fatte oggi, questa forse è stata la migliore». Ecco il mio primo ricordo di esperienza di fede di cui conservo la memoria.
Capito sì. Mentre tutti i bambini del mondo tentano di fottere la madre nella speranza di fregarsi, chessò, dei biscotti o la cioccolata, il piccolo Caffarra bramava d’ingoiare e digerire il corpo di Cristo. Dieta ipocalorica, comunque.